la nostra filosofia

La famiglia è una società naturale posta a fondamento della struttura sociale, riconosciuta e sorretta dal diritto.


DiF si occupa della famiglia, non solo come entità giuridica, ma anche come entità sociale, prendendosi cura di essa nel suo complesso.

Quando si verificano uno o più episodi traumatici nella vita di un membro del nucleo familiare, anche gli altri componenti ne risentono. Tutta la famiglia soffre. E l’evento spesso porta con sé molte altre difficoltà e problemi di natura giuridica e relazionale, ai quali è necessario far fronte.

L’Associazione ha l’obiettivo di supportare le persone in questa fase, accompagnando nella ricerca della soluzione migliore e concretamente più raggiungibile chi tra i componenti familiari è (maggiormente) coinvolto nel problema. Il raggiungimento di questo obiettivo è reso possibile dall’intervento di figure professionali diverse per formazione e competenze (avvocato, psicologo, mediatore) che lavorano confrontandosi tra loro, sinergicamente, al fine di confortare emotivamente la persona e individuare la matrice dei problemi e la strada da percorrere per il loro appianamento.

Tutta la famiglia trae beneficio da un tale approccio alle difficoltà.

 

Ti aiutiamo

testimonianze

FAMIGLIA ROSSI


A seguito della separazione con mia moglie mi sono ritrovato senza una casa e senza l’affetto di mia figlia di 16 anni che Nicoletta, la mia ex moglie, mi ha messo contro rappresentandomi come un padre snaturato e mediocre.

Il lavoro, visti i tempi di crisi, non sempre mi permetteva di guadagnare una cifra tale da far fronte al mio impegno di corrispondere a mia figlia l’assegno stabilito dal Giudice nelle condizioni di separazione.

Quindi Nicoletta mi ha denunciato penalmente per il reato di omessa corresponsione dell’assegno di mantenimento.

Ero disperato.

Mi sono rivolto all’Associazione Difesa in Famiglia (DIF) e con la sinergia delle professioniste che hanno lavorato in concerto e parallelamente sia sul versante penale che su quello civile (per la modifica delle condizioni di separazione in relazione al mio reddito che era diminuito), ho ottenuto una difesa e una tutela a 360 gradi.

Dal punto di vista processuale adesso tutto è risolto ma io ho ancora bisogno del supporto psicologico di DIF per fronteggiare il grande senso di vuoto e di dispiacere causati dall’assenza di dialogo con mia figlia.

Giulio

ANNA


Sono Anna, sono messicana, sposata con un italiano da 15 anni. Un giorno come un altro ero dal medico di base. In realtà non era un giorno qualsiasi perché avevo litigato per l’ennesima volta con mio marito, e mi era passata per la mente l’idea di separarmi, perché mi sembrava proprio di non farcela più. In attesa di essere ricevuta dal medico, tra le riviste in sala d’attesa trovo anche un volantino : “DiF - Difesa in Famiglia”. Lo sfoglio incuriosita ( proprio oggi lo noto!) e, anche sugli strascichi della litigata decido di telefonare.

In fondo l'incontro è gratuito, quindi, perché no?

Mi fissano l’appuntamento entro la settimana e mi segnalano anche che visto che sono di lingua spagnola, hanno a disposizione anche la mediatrice della mia lingua madre. Questo aspetto mi tranquillizza, perché, soprattutto nei momenti difficili, a volte non mi esprimo con facilità in italiano.

Vengo ricevuta in una sala accogliente, che non sembra uno studio di avvocati, e, con mia sorpresa le donne che mi accolgono sono addirittura 4! Sì perché, oltre alla traduttrice e all’avvocato civilista, ci sono anche una mediatrice familiare e uno psicologo. Io racconto la mia storia, sfogo la mia rabbia e, con mia sorpresa, capisco che non voglio separarmi davvero. Certo con mio marito ci sono dei problemi, ma che si possono risolvere non con una separazione, ma con un percorso diverso.

Mi lasciano il tempo per pensarci, e dopo una settimana, decido di seguire un percorso di supporto psicologico, per schiarirmi le idee. È un percorso che sto continuando, e che mi sta aiutando a superare questo periodo di difficoltà. Di una cosa sono certa, che separandomi non avrei risolto i miei problemi che si sarebbero ripresentati uguali a sempre.

Un grazie alle professioniste che mi hanno accolto, consigliato e che mi stanno tuttora aiutando, in particolare un grazie a Jenny che mi ha tradotto questa testimonianza in italiano.

DIEGO


Ciao mi chiamo Diego e ho conosciuto DiF circa un anno fa quando mia moglie ha deciso di sbattermi fuori casa convinta che la stessi tradendo.

Ero infuriato e non sapevo cosa fare. Io non la tradivo, semplicemente ero dipendente dal gioco e dunque uscivo per giocare, anche tutta la notte.  Mi sono quindi rivolto a Dif non tanto per recuperare il rapporto con mia moglie, ma per non interrompere quello con mio figlio Matteo di soli 4 anni. Fino a quel giorno ero stato il suo punto di riferimento per tutto e d’improvviso ero sparito.

Le cose non sono state semplici, inizialmente abbiamo provato un percorso di mediazione familiare, ma proprio sul finire gli accordi sono saltati e mia moglie mi ha mandato una lettera da parte del suo avvocato in cui chiedeva l’affidamento esclusivo di Matteo. Ero disperato e non sapevo nemmeno dove trovarlo un avvocato di fiducia, ma avendo già fatto il percorso di mediazione familiare con DiF, loro sapevano già tutta la mia storia e mi hanno affidato al loro avvocato civilista. Mi è stata anche proposto di seguire un percorso di supporto psicologico per lavorare sul mio problema della dipendenza dal gioco, anche se in quel momento non ero ancora pronto a farlo. In generale quella con DiF e’ stata un’esperienza positiva perché c’è sempre stato un professionista specializzato pronto a  fornirmi l’assistenza di cui avevo bisogno.

Oggi ho l’affido condiviso di Matteo, che vedo tutti i giorni, mentre da mia moglie mi sono separato riuscendo a mantenere rapporti “civili”.